L’inverno, una volta allestita la tua pergola bioclimatica, non rappresenta più un ostacolo insormontabile per vivere la bellezza degli ambienti esterni: il freddo, infatti, rimane confinato al di fuori del pergolato e tu puoi goderti il paesaggio in tutta tranquillità, senza patire le conseguenze pure delle gelate più intense. Ad una condizione: un impianto di riscaldamento ad hoc. Ecco allora la guida su come riscaldare una pergola bioclimatica targata Climatera.
Riscaldare la pergola: gli aspetti da considerare
Non tutte le pergole vanno riscaldate nella stessa maniera. Le modalità cambiano a seconda del contesto in cui l’attività commerciale o l’abitazione è inserita, pertanto, prima di procedere con l’implementazione di uno specifico impianto, è opportuno valutare diversi aspetti. Tra questi, ovviamente, i picchi minimi di temperatura che si possono raggiungere in inverno nel luogo in questione (la stagione invernale, del resto, non è uguale ovunque), la posizione e la tipologia della pergola e l’ampiezza del luogo da riscaldare.
Ma, oltre a questi fattori immediatamente intuibili, c’è dell’altro. La pergola è infatti un elemento di design, in cui l’estetica non può essere sottovalutata, e, facendo delle scelte avventate o poco oculate in questo senso, si rischia di compromettere un ambiente che è stato concepito anche per essere goduto visivamente. Quindi, per riscaldare la propria pergola, è fondamentale trovare un giusto equilibrio tra funzionalità ed estetica.
Le migliori tecnologie per un calore confortevole
Esistono diverse soluzioni per riscaldare una pergola bioclimatica, ma tra le più battute troviamo sicuramente i ventilconvettori, apparecchi che permettono di riscaldare gli ambienti attraverso un fluido termovettore, ovvero dell’acqua calda inserita all’interno della batteria (l’aria, entrando in contatto con questo liquido, si scalda prima di venire diffusa nella pergola). Possono essere installati a parete, a terra, a soffitto o ad incasso.
A questi si aggiungono ulteriori opzioni, tra le quali il pavimento riscaldato, le lampade a infrarossi, il biocamino, le stufe o le pompe di calore. Ognuno deve scegliere la più congeniale per il proprio contesto, valutando il giusto compromesso tra estetica e funzionalità.
Progettare un’illuminazione adeguata per le serate invernali
Il riscaldamento non è l’unico elemento essenziale per poter vivere a pieno le pergole bioclimatiche durante la stagione invernale. Anche l’illuminazione ha un ruolo decisivo da questo punto di vista: del resto, con le giornate corte non si può proprio fare a meno di luci che valorizzino l’ambiente, oltre che renderlo vivibile.
Senza soffermarci ulteriormente sulle già citate lampade infrarossi, che riscaldano ed illuminano contemporaneamente, altre soluzioni percorribili sono:
- LED. Garantiscono un’illuminazione classica, dando la possibilità di scegliere l’intensità e la temperatura di colore. La versatilità è la loro qualità più apprezzata, perché consentono di variare da una luce fredda e moderna a una calda e rilassante. Nella versione RGB aprono anche a colorazioni più particolari ed ardite;
- Faretti puntiformi. Di solito di colore bianco, sono collocati (o anche incassati) sul tetto della pegola e generano un’illuminazione diffusa in tutto l’ambiente;
- Candele e lampade. Le candele esercitano un fascino unico, ma non si può puntare solo su queste: ne servirebbero troppe! Si può dunque combinarle con lampade dalle luci calde e soffuse, per preservare un’atmosfera romantica ed intima all’interno della pergola senza inondarla di cera.